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Edificata nel 1461 per volontà di Stefano Sanvitale, la Rocca subisce nel corso dei secoli numerose trasformazioni che ne modificano la struttura architettonica e decorativa. Nel 1612 i Farnese confiscano i beni della famiglia Sanvitale, diventando così signori della Rocca.
Durante il XVIII secolo la struttura viene trasformata, viene costruito il giardino potager, alcune sale vengono affrescate in stile settecentesco e viene trasformata in riserva di caccia, motivazione che invoglierà Maria Amalia d’Asburgo, moglie di Ferdinando di Borbone, a stabilirsi presso la Rocca.Nell’antica costruzione è visitabile la zona Cinquecentesca, con affreschi di Cesare Baglione (Cremona 1550- Parma 1615), “La sala dell’Eneide” di Ercole Procaccini (Bologna 1515- Milano 1595), “La sala d’Ercole” di Bernardino Campi (Reggio Emilia 1520- Cremona 1591).
A causa del sisma registratosi il 23 dicembre 2008 la “Cappella Palatina”e la parte Settecentesca affrescata da Sebastiano Galeotti (1656- 1741) sono al momento chiusi per motivi di sicurezza.
INFORMAZIONI: I.A.T. di Sala Baganza, tel. 0521/331342-43, Fax 0521/336429
iatsala@comune.sala-baganza.pr.it
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Anticamente un crudele delitto ha tinte di rosso le mura della Rocca di Soragna: si tratta dell'uccisione di Cassandra Marinoni di Milano, più nota ai soragnesi con il soprannome di Donna Cenerina, sposa del Marchese Diofebo II Meli Lupi ed assassinata dal cognato Giulio Anguissola nell'anno 1573, presumibilmente per motivi di interesse.
Si trattò di un oscuro fatto di sangue, mai vendicato, che suscitò orrore in tutta la regione e da cui ben presto sorse la leggenda del fantasma di Donna Cenerina che vagherebbe sconsolata e senza pace nelle Sale della Rocca, accompagnandosi con fenomeni inquietanti ed inspiegabili, foriera nei secoli di innumerevoli presagi per i signori del castello.
Si narra infatti che Donna Cenerina appaia soprattutto quando sta per accadere qualcosa di negativo ai suoi discendenti.
Tel. 0524-597978
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Ideata a difesa del territorio circostante, la fortezza di Bardi è stata nei secoli ampliata e migliorata, andando di pari passo alle necessità degli abitanti, e divenendo quindi una straordinarisa testimonianza del mutamento dei costumi e degli stili di vita nel corso dei secoli.
Nel 989 Everardo, Vescovo di Piacenza, ritenne fondamentale la realizzazione di una prima struttura a guardia del territorio circostante. Gli Ungari scendevano in quegli anni a saccheggiare l’Italia ed egli temeva che potessero devastare il territorio di Bardi.
Tel. 334 5746926
www.castellodibardi.it - e-mail: fortezzadibardi@libero.it

Il Castello di Compiano sorge nel cuore del piccolo borgo di Compiano (classificato come uo de "I Borghi più Belli d'Italia) nell'alta valle del Taro, situato in provincia di Parma, al confine tra Emilia, Liguria e Toscana.
Il territorio che circonda il Castello di Compiano è ricco di verde, boschi di faggi e castagni. Questo particolare ambiente fa si che la Valle del Taro sia la capitale del fungo porcino; da cui il celebre "Fungo di Borgotaro" ha ottenuto la certificazione europea IGP.
Il Castello di Compiano ospita il Museo della Marchesa Raimondi Gambarotta: una serie di stanze arredate con oggetti d'arte, quali sculture, arazzi e dipinti di differenti stili e di varia provenienza. In alcuni parti si trovano camini, pavimenti del XVII° secolo e soffitti originali con lo stemma dei Principi Landi.
Dal luglio 2002 il castello ospita il Museo Massonico Internazionale "Orizzonti Massonici", primo ed unico in Italia del suo genere. Nelle tre sale dedicate al museo sono esposti preziosi cimeli, - medaglie, quadri, onorificenze- propri del simbolismo massonico inglese del settecento e ottocento; in una delle sale , detta sala 33 e curata dal Grande Oriente d'Italia - Palazzo Giustiniani, sono esposti cimeli e vari oggetti di provenienza italiana.
Tel. 0525825541
www.castellodicompiano.it - e-mail: info@castellodicompiano.it

Il castello di Torrechiara sorge sulle colline vicino a Langhirano a soli 18 km da Parma.
La sua posizione elevata gli permette di dominare perfettamente la vallata dove scorre il torrente Parma, punto d’incontro tra la città e la montagna poco distante.
Fu fatto costruire da Pier Maria Rossi (1413-1482), Conte di San Secondo, fra il 1448 e il 1460, e fin dall’inizio fu pensato non solo come struttura difensiva ma anche come dimora isolata per il Conte stesso e la sua amante Bianca Pellegrini di Arluno; anche per questa ragione è tutt’oggi considerato un esempio tra i meglio conservati di architettura castellare in Italia, che unisce insieme elementi medievali e rinascimentali.
Tel. 0521 355009
www.comune.langhirano.pr.it - e-mail: iat@comune.langhirano.pr.it